SITUAZIONE ATTUALE

L’Italia già da qualche anno cerca di mettere in campo diversi strumenti che migliorino insieme sicurezza energetica, tutela dell’ambiente e accessibilità dei costi dell’energia, contribuendo agli obiettivi europei in materia di energia e ambiente. Il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministero dell’Economia e Finanze stanno proponendo dei piani energetici che cercano di considerare i potenziali benefici insiti nella vasta diffusione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, connessi alla riduzione delle emissioni inquinanti, al miglioramento della sicurezza energetica e alle opportunità economiche per il sistema produttivo. I tre dicasteri intendono  proseguire con convinzione su tale strada, con un approccio che metta sempre più al centro il cittadino, anche nella veste di prosumer, e le imprese, in particolare medie e piccole. C’è una costante attenzione all’efficienza e dalla riduzione dei costi di alcune tecnologie rinnovabili, tra le quali crescente importanza assumerà il fotovoltaico.

Con Decreto del MSE e del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il 10 novembre 2017 è stata adottata la nuova Strategia Energetica Nazionale (SEN), che costitutiva non un punto di arrivo, ma un punto di partenza per la preparazione del Piano integrato per l’energia e il clima (PNEC), utile per l’istruttoria tecnica di base e per la consultazione svolta.

STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE

L’Italia si è posta attraverso la nuova Strategia Energetica Nazionale l’obiettivo del phase out dal carbone entro il 2025, puntando a espandere la quota di energie rinnovabili nel consumo finale di energia al 28% entro il 2030.

I principali obiettivi della Strategia energetica nazionale SEN 2030 sono:

  • Allineare i prezzi del gas a quelli europei,
  • contenere la spesa energetica di famiglie e imprese,
  • azzerare l’uso carbone,
  • aumentare l’efficienza energetica nel settore residenziale e dei trasporti.

Competitività, sicurezza e ambiente sono i tre driver su cui si muove il provvedimento che contiene unicamente indirizzi d’azione, delegando i vari strumenti attuativi a successive leggi e norme.

PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L’ENERGIA ED IL CLIMA (PNIEC)

Il governo italiano aveva tempo fino al 31 dicembre 2018 per depositare la strategia decennale relativa all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale, come previsto dal Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 2016/0375 sulla governance dell’Unione dell’energia.

Questa strategia si sviluppa su 5 piani: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca/innovazione e competitività.

Tabella 1 – Traiettoria della quota FER complessiva [Fonte GSE e RSE]

Obiettivi principali del Piano nazionale integrato per l’Energia ed il Clima:

  • una percentuale di produzione di energia da FER (Fonti di Energia Rinnovabile) nei CFL (Consumi Finali Lordi) di energia pari al 30%, in linea con gli obiettivi previsti per l’Italia dalla UE;
  • una quota di energia da FER nei CFL di energia nei trasporti del 21,6% a fronte del 14% previsto dalla UE;
  • una riduzione dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario PRIMES 2007 del 43% (obiettivo UE: 32,5%);
  • la riduzione dei GHG vs 2005 per tutti i settori non ETS del 33%, obiettivo superiore del 3% rispetto a quello UE

PROBLEMATICHE ECONOMICHE

Il costo dell’energia (gas, carburanti ed elettricità) pagato dalle imprese mostra sovente uno spread positivo rispetto alla media europea (soprattutto per le PMI), e ciò costituisce un ulteriore motivo per un approccio assai attento ai costi della transizione energetica.

In generale, per il settore elettrico, il gap di prezzo rispetto alla media europea permane, seppure in riduzione. La causa di tale differenza va ricercata in:

– elevati oneri di sistema, soprattutto per le politiche di sostegno alle rinnovabili e all’efficienza energetica.

– maggiore prezzo dell’energia all’ingrosso, a causa di:

  • prezzo del gas (fonte principale e marginale per l’Italia) ancora superiore alla media europea;
  • mix energetico fortemente spostato verso impianti a ciclo combinato a gas (alti costi variabili)
  • crescita dei costi per i servizi di rete

L’obiettivo che ci si prefigge quindi è il contenimento di tutte le voci che concorrono a determinare questo svantaggio di prezzo e dell’impatto degli oneri per la crescita delle fonti rinnovabili sui consumatori, in modo da tutelarne il potere d’acquisto e la competitività delle PMI e dei settori industriali energivori, prevenendo i rischi di delocalizzazione e tutelando l’occupazione.

Tabella 2 – Investimenti in tecnologie, processi e infrastrutture necessari per l’evoluzione del sistema energetico [RSE]

Le misure che si intendono promuovere, in coordinamento con ARERA,  sono volte da un lato allo sviluppo della competenza del consumatore e della sua fiducia nella possibilità di appropriarsi delle opportunità e dei benefici del mercato, e dall’altro effettivi condizioni di concorrenza tra i fornitori.

Per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione del Piano energia e clima (scenario PNEC) si richiede un rilevante impegno in termini di investimenti incrementali rispetto allo scenario a politiche correnti. Con riferimento all’intero sistema energetico nazionale, si stima che, nel periodo 2017-2030, occorrano oltre 180 mld€ di investimenti aggiuntivi cumulati rispetto allo scenario a politiche correnti (pari a un incremento del 18% nel periodo considerato).

OBIETTIVI NEI MERCATI ENERGETICI

ENERGIA ELETTRICA

Gli obiettivi nazionali nell’ambito della sicurezza energetica per il settore elettrico sono suddivisi tra obiettivi di natura infrastrutturale, finalizzati a incrementare la sicurezza di alimentazione nelle diverse condizioni attese e obiettivi di natura gestionale/organizzativa.

Obiettivi principali per l’elettricità:

  • Contratti di lungo termine (PPA)

Per promuoverli si vuole arrivare a creare una nomenclatura di riferimento, alla definizione delle possibili tipologie di PPA e dei relativi elementi minimi per la stipula dei contratti

  • Burden sharing regionale

Condivisione dell’obiettivo nazionale  attraverso una ripartizione dello stesso fra le Regioni.

  • Revamping e repowering

GAS

Essendo il mercato tendenzialmente volatile, l’obiettivo principale nel settore gas è quello di garantire un sistema complessivamente più sicuro, flessibile e resiliente, in grado di fronteggiare l’incertezza del contesto e di supportare il forte sviluppo delle fonti rinnovabili non programmabili, garantendo la copertura della domanda di energia soprattutto in relazione ai picchi di domanda coincidenti con bassi livelli di produzione delle fonti rinnovabili.

Questi obiettivi possono essere raggiunti tramite:

  • l’incremento della diversificazione delle fonti di approvvigionamento, attraverso l’ottimizzazione dell’uso delle infrastrutture esistenti e lo sviluppo del mercato del GNL;
  • il miglioramento della flessibilità del sistema nazionale rispetto alle fonti di approvvigionamento, tramite l’ammodernamento della rete di trasporto del gas
  • il miglioramento del margine di sicurezza in caso di elevati picchi di domanda;
  • il coordinamento dei piani di emergenza nazionali con quelli degli altri Paesi che sono collegati ai medesimi corridoi di approvvigionamento fisico

CONSEGUENZE?

L’occasione di diventare punto di riferimento europeo è a portata di mano. Il 10% del fatturato annuale dell’UE nel settore delle energie rinnovabili è generato dall’Italia, secondo maggior produttore in Europa con quote significativamente più elevate per biogas e pompe di calore. A completare il quadro della situazione ricordiamo che l’Italia detiene la quinta più grande capacità solare fotovoltaica del mondo ed è un leader riconosciuto nella produzione di energia geotermica e nei sistemi di cogenerazione rinnovabili.  La presenza limitata di centrali termoelettriche con consumo di combustibili fossili faciliterà la decarbonizzazione, vedremo se anche la sicurezza della fornitura andrà di pari passo nonostante l’aumento previsto delle energie rinnovabili.
Resta da capire se si riuscirà a coinvolgere nel miglior modo possibile le PMI, per le quali si dovrà stabilire un sistema di incentivi o accesso ai finanziamenti per far sì che l’evoluzione produttiva vada di pari passo con l’evoluzione energetica.

Federico Talato | Energy Consultant

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